Quand il jette en dansant son bruit vif et moqueur, Ce monde rayonnant de métal et de pierre Me ravit en extase, et j’aime à la fureur Les choses où le son se méle à la lumière.*
Da sabato 21 novembre a natale
Verdelilla e Mario Pandiani-studio6m presentano
lampade da terra da tavolo da cielo
Atelier Verdelilla c.so Re Umberto 27 Torino 011 5172701
studio 6m via Artisti 29 Torino 348 6431843
foto di Enrico Frignani * (C. Baudelaire, Les bijoux)
I mobili, le sedie, i letti, le librerie, stanno nello spazio che abitiamo.
Chi abita i mobili? Lo spazio interno del mobile è oscuro, buio, pieno o vuoto non pone il quesito di chi lo abita, siamo abituati a pensare ad oggetti inanimati, stipati o ordinati in mobili inanimati.
Consegniamo alla funzione pura l'interno quando all'esterno concediamo l'ornamento, la forma, la luce, segreghiamo oggetti amati dentro una cella. Trasformando, derestaurando, una vecchia madia, mi sono chiesto, tra le altre cose, se, (posto che esista), chi le abita desideri la luce, desideri interrompere i lungo sonno cui gli oggetti contenuti sono costretti. Allora, definito l'aspetto ambientale esterno, quell'insieme di gibigianne e psichedelie che allietano un locale abitato, sono entrato nel mobile per capire come si vive dentro, come è abitabile un luogo in cui non si entra mai, come liberarlo.
Passando, come un ladro, dal tetto.
Γκελ γκελ καϊξή Vieni vieni kaixi* γιαβάς γιαβάς piano piano Μεσ΄της Πόλης τ΄ακρογιάλι nella costa della Città μέσ΄τη σιγαλιά nel silenzio μεσ΄του χαρεμιού τη λίμνη nel lago dell’harem γκέλ γκέλ καιξή vieni vieni kaixì
Να κλέψω τη Che rapisca γκιουζέλ χανούμ la bella signora σκλάβα μέσα στο κελί της schiava nella sua cella κλαίει και θρηνεί piange e si dispera και ζητάει τη λευτεριά της e chiede la sua libertà γκελ γκελ καϊξή vieni vieni kaixì **
* καϊκι/kaiki è il caicco una piccola imbarcazione. Καϊξης/kaixis è colui che la guida.
"Mi interessa l'impossibile, perchè il possibile è stato fatto e nulla è cambiato" (Sun Ra)
Il lavoro sul banco dell'Aromaticobar+*, mi ha imposto una riflessione; sulla stabilità e la leggerezza. La stabilità di quel monumento all'armonia che è il pianoforte e la leggerezza della sostanza che in quel negozio si vende; il profumo. Profumo e pianoforte hanno quasi tutto in comune, ma la materia è fondamentalmente diversa, è assurdo pensare di trasmettere la materia del pianoforte al profumo, è impossibile far volare un pianoforte.
Io mi adatto alle cose malmesse. Intendo dire che non mi piace metter ordine alle cose. Se qualcosa non è a posto di fronte a me, io non la metto a posto. Mi metto a posto io. (D. Arbus)